Questi nidi, o cestini, chiamateli come volete, sono un antipasto sfizioso,sano e leggero, simpatico anche da servire ai bambini, non solo a Pasqua. Noi a casa consumiamo abbastanza spesso le uova di quaglia, sode o fritte sui crostini di pane, sono veramente deliziose e perfino la mia piccola tiranna stravede per questi ovetti, forse per via delle loro dimensioni, che sembrano veramente a misura di bimbo. Da quando, poi, ho scoperto che hanno delle ottime proprietà, le compro ancora più volentieri, anche se bisogna ammettere che non sono esattamente a buon mercato, soprattutto se paragonate a quelle di gallina. Pare che, però, rispetto a quelle di gallina, siano meno caloriche, più ricche di colesterolo buono, vitamine e ferro e ho letto che avrebbero addirittura doti protettive contro le allergie primaverili. E allora direi che ne vale proprio la pena.
Ingredienti per 12 nidi:
500 grammi di patate
400 grammi di spinaci freschi
12 uova di quaglia
un filo di olio extravergine di oliva
un cucchiaio di pangrattato
sale
Preparazione:
- Ho lessato gli spinaci in poca acqua salata per un paio di minuti, li ho scolati, lasciati intiepidire e strizzati bene tra le mani, in modo da eliminare più acqua possibile.
- Ho grattugiato le patate pelate con una grattugia a fori larghi e ho strizzato anche queste con le mani, sempre per eliminare l’acqua in eccesso.

- Ho salato le patate e le ho inserite negli stampini da muffin, che avevo precedentemente unto d’olio e cosparso di pangrattato, compattandole bene sul fondo e lasciandole un po’ più rade sui fianchi, in modo da simulare un po’ l’effetto rametto del nido, poi ho infornato i cestini a 180° per 12 – 15 minuti.
- Li ho estratti dal forno, ho aggiunto gli spinaci ben strizzati e ho rotto dentro ogni nido un uovo di quaglia, salato e rimesso in forno per quattro o cinque minuti, finché l’albume non è diventato bianco. Voilà.

L’unica difficoltà di questa ricetta è rompere le uova di quaglia, sembra ridicolo, ma è così, se si usa una mano troppo leggera, si spappola il guscio in mille pezzi, che finiscono inevitabilmente nel piatto, mentre, se si va giù pesante, c’è il rischio di rompere il tuorlo. Io non ho trovato di meglio che aprirle con la lama liscia di un coltello, con un colpo deciso, ma non troppo, nel tempo e con l’allenamento sono un po’ migliorata, ma, comunque, anche questa volta, sono riuscita a rovinare due tuorli su dodici. Prima o poi imparerò.
A testimonianza della indiscutibile bontà di questi nidi, vi basti sapere che la mia Principessa schizzinosa ne ha mangiati ben tre di fila, arrivando perfino a sostenere (giuro, l’ho sentita con queste orecchie) che fossero “buonissimi”, superlativo che, nel suo personale vocabolario, si riferisce esclusivamente al cioccolato. Ho detto tutto.

Come sempre, mi piacerebbe molto leggere i vostri commenti, le vostre opinioni, le critiche, le domande, i dubbi, i suggerimenti e tutto quello che vi va di condividere.
[sgmb id=”1″]








Devono essere buonissimi!!!
Grazie Mila e benvenuta. Sì, direi che si difendono bene 😊
Troppo carini!!!
Baci
Grazie, Laura, e buona settimana!
Bellissimi cara, un’ottima idea per la tavola di Pasqua!!
Grazie mille, Simona!
Molto molto buono mio marito…zzo però odia il sapore di amido delle patate e quindi penso che le sbianchirò prima e poi procedo come da ricetta. Grazie e buone Palme
Direi che hai trovato una soluzione perfetta. Buona settimana a te.
Bello e buono questo tuo piatto…li preparerò a Pasqua!Buona settimana
Grazie Annalisa, buona settimana anche a te!